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“ Penso a quella sottomissione amorosa [di Cristo] , quando si abbandona nelle loro mani [ dei sacerdoti] …. O amore immenso, e chi non si sottometterà a queste creature, dato che me ne dai tanto umile e santo esempio? . Io, amato Tesoro dell’Anima mia, di nuovo protesto di mettermi nelle mani del mio Padre Spirituale, perché faccia di me tutto quello che vuole, poiché il Verbo continuamente m’insegna l’esercizio di questa bella e Santa Virtù” (Sr Diomira Allegri, dagli Scritti di Sr Reparata) Il 27 marzo p.v. , alle ore 16.30, in Via di Soffiano 3, S.E. mons. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, ha chiuso solennemente la fase diocesana per la riapertura del Processo di Beatificazione della Venerabile Suor Maria Margherita Diomira Allegri del Verbo Incarnato, aperta il 23 maggio 2008 da S.E. il Cardinale Ennio Antonelli. Grande è la gioia delle Suore Stabilite nella Carità, che hanno desiderato fortemente questa ripresa, perché Dio sia glorificato attraverso la sua Serva , perché ella possa guidare a Dio, tramite la conoscenza della sua spiritualità e del suo pensiero, le anime, quanti si rivolgono con fede alla sua intercessione e, in particolare, gli abitanti di Firenzuola, suoi concittadini i quali, sebbene siano passati più di tre secoli, si sentono sotto la sua costante protezione, all’ombra della “croce degli Allegri”.
Per le sue consorelle e per chi, come me, ha ricevuto il dono di trascrivere quanto la riguarda, di meditare e penetrarne la spiritualità, per scoprire i doni a lei concessi dal Verbo Incarnato, è stato un periodo di grazia. Abbiamo approfondito la conoscenza di una “Sorella” con la quale abbiamo iniziato e portato avanti un cammino. Abbiamo trascorso parte del nostro tempo con lei che ha indicato alcune grandi verità: la salvezza dell’uomo è dono gratuito di Dio e “passione” di tutta la Trinità. il Verbo, con amore incomprensibile, secondo i desideri del Padre, ricerca l’uomo, per condurlo al Padre, con l’aiuto dello Spirito che opera nel più intimo del cuore, in ciascuno di noi e nella S. Chiesa. Colpisce il continuo invito ad amare l’Amore, ad amare la Chiesa e ad offrire per essa, l’invito ad “amare Gesù in Gesù”, la creatura nel Creatore, a “leggere” e “ascoltare” il Crocifisso nel quale è sintetizzato tutto l’amore di Dio; “ci svela” qual è la misura dell’Amore, l’umiltà e grandezza di Cristo, invita a “nasconderci nelle cinque fontane delle Piaghe” ed in particolare in quella del Costato per vivere l’ unione d’amore con le Tre Persone della SS. Trinità.
Per Sr Diomira la testimonianza dell’amore non ha limiti né vincoli, soprattutto se nasce dalla consapevolezza, come era solita ripetere, che per ogni uomo Cristo “ha sborsato tutto il suo Sangue”, ha abbandonato il Seno del Padre, si è fatto “piccolo” e obbediente, lo è e lo sarà sino alla fine del mondo, finché anche un solo sacerdote celebrerà l’Eucaristia. L’Amore di Dio, la sua sollecitudine per la creatura provocano in lei ammirazione e stupore, desiderio di imitare e offrirsi, bisogno di lodare la SS. Trinità; in particolare suscita in lei stupore la Bontà del Padre che dona, all’uomo peccatore, il proprio Figlio, che deve “soddisfare” al suo posto, e una Madre, Maria, Mediatrice, Vergine Immacolata, preservata dal peccato, partecipe dei dolori del Figlio e, come lui, abbandonata in Dio per il bene del “figlio” lontano e peccatore. Al “sì di Cristo, fa eco il sì di Maria “eccomi”.. e Sr Diomira contempla i due misteri con gioia e trepidazione: come non rispondere a tanto amore? Perché indugiamo ancora? Ci interpella profondamente l’ansia della Venerabile, perché neppure una goccia del Sangue di Cristo vada perduta, perché tutti si salvino, perché le anime, in particolare i religiosi e le religiose, traggano maggiori frutti dai Sacramenti , si accostino ad essi in spirito di fede e di amore e diano ascolto alla Parola che mai si stanca di chiamare e si rivolge al cuore dell’uomo di ieri e di oggi..
Molti gli insegnamenti che hanno reso cara la Venerabile e che la rendono attuale e viva, in particolare la conoscenza di sé e la profonda umiltà, altro dono del Verbo, che la porta a definirsi una “chiavica puzzolente”, una “zolla infruttuosa”, ma anche “una piccola formica” per la quale il Giardiniere, Dio Padre, sembra impazzito perché l’accarezza e la colma di doni e grazie particolari, al punto che sembra “trascurare tutto per lei”.. L’umiltà, quindi, è consapevolezza di doni e grazie gratuite, che accoglie con semplicità ed amore, in pieno abbandono. Ò Sposo mio quante grazie fate à chi non sa, se non offendervi; fatele, Signore, a chi ne farà maggior stima di me, mà penso poi che maggiormente si conoscerà la vostra Bontà nel partecipare le vostre grazie a una pianta tanto sterile. Se si vedesse un beli'Albero produrre, un bel frutto o fiore, e fosse suo naturate produrlo, non si proverebbe non sarebbe meraviglia; ma vedere , al contrario, che un poco d'erba o fusto, fa lo stesso frutto o fiore dell'albero grande, certamente recherebbe più meraviglia; così è stato di me. Io sono quel piccolo fusto: sia fatta in me la vostra Divina volontà “.
Sottolineo lo spirito di obbedienza, che la spinge, a imitazione del Verbo, a desiderare l’ “amabilissima volontà di Dio”, l’amore per le anime, “Ò dolcissimo Sposo, ricordati di non lasciar perire la tua Eredità, perché io sento ardermi il Cuore,e farei qualsiasi cosa per la Salute di 'un'anima sola”. Penso al suo slancio missionario, all’amore per il suo Convento, per il suo “Castello”, Firenzuola, per la Città di Firenze, per le consorelle, di cui desiderava la santità, per la Chiesa, al suo desiderio di patire ed offrire per la santità dei sacerdoti, per il Santo Padre, per la Chiesa Sposa di Cristo . “Ò dolcissimo Verbo, io ti raccomando tutti quelli, che operano e combattono per te con fedeltà e sottomissione, premiali, perché questi sono quelle stelle che “coronano” il tuo Sacratissimo Sangue” e ancora: “dico più volte Spiritus Sancti gratia, e prego il mio Sposo Gesù, di dare luce e fede a tutti i Sacerdoti, che con qualche imperfezione si accostassero al Santo Altare per celebrare la S. Messa. Il Signore gli dia cognizione di quello in cui mancano, perche sono stati più beneficiati da Dio di qualsiasi altra Creatura; non solo i Sacerdoti, ma intendo raccomandare tutte le anime, che si accostano alla Santa Comunione con qualche macchia, perché considerino che devono ricevere la stessa Purità”.
Termino con un “protesto” che Sr Diomira Allegri ripeteva con viva fede :
Protesto, o Santissima Trinità di tenere in alta stima tutte le cose vostre, e risguardare il mio Prossimo e la nobiltà dell'anima sua, come creata ad immagine di Dio, come opera delle sue mani, come redenta col Sangue di Giesù, come Eredità del Verbo, creata per il Cielo, e per ritornare à Giesù, riverendole come vere, e perfette osservatrici della divina legge, e Consigli Evangelici, come vere Spose del divinissimo Verbo Giesù, come Tabernacoli, reliquie, e Templi della SS. Trinità, come vasi d'elezione ripieni di Carità et amore, che vivono secondo il Cuore di Dio, come base d'umiltà, come fontane e canali di Purità, donde Iddio spande le sue misericordie, cibandole dei SS. Sagramenti, abbeverandole di Celesti illustrazioni, e ingrillandate di Sante virtù, Coppe del SS. Sagramento, e il loro Cuore un delizioso Giardino, dove il Verbo Giesù prende le sue delizie. (Vigesimo 4)” Ringraziamo il Signore per i doni concessi a Sr Diomira Allegri e chiediamo allo Spirito di mettere in pratica le sue virtù e di testimoniarle con la vita.
Sr Carmela
Articolo pubblicato su Toscana Oggi - marzo 2010
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